Cos’è DeMo

Cos’è DeMo

Tra “suggestione e realtà” esiste uno spazio, democratico, aperto, inclusivo, di relazione e di progetto locale e globale nel contempo, che vive su ogni territorio e sulle gambe delle persone.

Le stesse gambe che, come ci ricorda Alan Ferrari, quando passano dalla camminata alla corsa non possono più tornare indietro.

Dal coraggio di correre, di non avere più quindi entrambi i piedi appoggiati a terra, ma solo uno proiettato verso il futuro, nasce nel pavese DeMo.

DeMo è uno “spazio” innovativo, che ha due obiettivi principali: costruire una fitta rete di relazioni e di scambi tra persone, dando così impulso ad un movimento continuo tra persone e idee, in secondo luogo fungere da attivatore per progetti che possano trovare una realizzazione effettiva, con l’obiettivo ultimo di dare una spinta concreta allo sviluppo del territorio pavese e, in piccolo, dell’Italia.

A DeMo le idee cercano e trovano la forza per diventare progetti concreti grazie ad una comunità che lavora in sinergia.

Lo scambio di buone prassi, il confronto tra esperienze di successo, la produzione di idee innovative e la capacità di affrontare le criticità del territorio con realismo e con la voglia di trovare soluzioni, sono gli elementi che fanno di DeMo un laboratorio di progetti concreti e di proposte innovative, dove diverse capacità sono messe in rete e a sistema. Proposte ed esperienze realmente a disposizione del territorio e della comunità.

Proprio la comunità è l’asse portante di DeMo, ossia il desiderio/bisogno di svolgere un lavoro insieme, di sostenere tramite l’opera di un laboratorio le potenzialità di un collettivo: DeMo non è un semplice momento in cui una volta all’anno si discute di qualche tema, ma è un processo continuo e stabile di scambio e contaminazione.

Questo perché in campo non c’è solo una storia di individui, ma soprattutto una storia di relazioni e di obiettivi, che hanno un luogo e una modalità per continuare ad attivarsi nel tempo, per trasformarsi in progetti e tanto altro.

«La comunità sopravvive nel locale, nell’ambito in cui si è nati e dove si mantengono i legami forti, gli affetti, la cultura.»

Zygmunt Bauman

Chi è Alan Ferrari

Alle elezioni politiche del 2013 viene eletto deputato della XVII legislatura della Repubblica Italiana nella circoscrizione III Lombardia per il Partito Democratico. Membro della commissione Affari costituzionali, della presidenza del Consiglio e degli Interni, si è occupato nel corso della XVII legislatura di diversi progetti di legge, anche con il ruolo di relatore, come la riforma della pubblica amministrazione, la riforma costituzionale e le leggi elettorali vagliate dal parlamento.

È stato assessore alle politiche sociali del comune di Giussago (PV) dal 2000 al 2010, per poi essere rieletto in consiglio comunale, dove ha assunto la carica di capogruppo di maggioranza fino alla sua elezione in parlamento.

Sul piano politico ha ricoperto la carica di segretario provinciale del partito democratico della federazione di Pavia dal 2009 al 2013, e prima diversi ruoli dirigenziali nel PDS, poi DS, occupandosi in particolare del coordinamento del dipartimento Lavoro. Ha partecipato alle primarie per l’indicazione dei parlamentari, indette il 29 dicembre 2012, risultando largamente il primo degli eletti.

Sul piano professionale ha svolto come ingegnere civile funzioni di programmazione, progettazione e direzione lavori presso il settore di Edilizia Residenziale Pubblica del Comune di Milano, poi dal 2007 fino al 2010 è stato direttore di AISLO, Associazione Italiana di Sviluppo Locale. Appassionato di sviluppo locale è diventato nel corso degli anni 2000 allievo del professor Luca Meldolesi con il quale approfondisce tutt’ora la conoscenza e lo studio dei temi legati al federalismo, all’Europa e alla pubblica amministrazione, seguendo con particolare interesse gli insegnamenti di Albert Hirschman ed Eugenio Colorni.

Dal 2015 è promotore ed organizzatore di Demo, laboratorio di democrazia partecipata che nell’autunno di ogni anno raccoglie a Pavia circa 500 persone, tra cui diversi studiosi e manager da tutta Italia, per riflettere sul tema delle “small valley” e le sue potenzialità nel mondo globale.