Perché Cascina Darsena

La scelta del posto non è stata casuale, né dettata da logiche dimensionali. Al contrario, abbiamo voluto fortemente calare l’evento in un contesto, un luogo che incarnasse esso stesso i valori o quanto meno le finalità costitutive di DeMo. Per questo abbiamo pensato alla Cassinazza, un territorio rurale costituito da 7 cascine dove la produzione agricola si somma a quella di altri servizi che utilizzano in modo congiunto il terreno coltivato e i fabbricati, con l’obiettivo di aumentare la qualità del paesaggio, la biodiversità e la produzione di valore complessivo.

Oltre alla bellezza del luogo, ciò che colpisce è la finalità che in questo luogo viene perseguita. La gestione dei terreni, ad esempio, è finalizzata a ripristinare la giusta sintonia con gli elementi naturali e territoriali persi con l’industrializzazione dell’attività agricola, introducendo delle correzioni che hanno permesso di massimizzare l’uso produttivo rendendolo compatibile con la maggiore biodiversità possibile.

Su queste basi alla Cassinazza, su un’estensione attuale di circa 1.700 ettari, a partire dal 1996 sono stati progressivamente realizzati numerosi interventi di rinaturalizzazione del territorio coltivato con la formazione di oltre 107 ettari di aree umide, 78 ettari di boschi, 65 ettari di rimboschimenti da legname, 50 ettari di prati, 110 km di siepi e filari campestri.

La scelta di inserire DeMo in un tale contesto risulta perfettamente coerente quando si vanno a scoprire i criteri di gestione che, introdotti già dal 1996, attingono ai principi dell’economia circolare, mettendo in pratica il primo esempio in Europa di agricoltura circolare. Si mette in pratica cioè la possibilità di recuperare le risorse sottratte al terreno ma ancora in circolo anziché importarle dall’esterno. Le risorse residue a disposizione sono gli scarti derivanti delle industrie agro-alimentari, dai reflui civili, sostanze esclusivamente organiche derivanti dalle attività di trasformazione e consumo dei prodotti agricoli. Recuperare queste sostanze crea un’agricoltura sostenibile che non ha bisogno, se non in parte, di risorse esterne (fertilizzazione chimica), che riduce la necessità di importare da estrazioni minerarie detenute da pochi paesi al mondo le necessarie alla concimazione alla fertilizzazione chimica, che preserva la fertilità del terreno grazie ad una ricostruita biodiversità e che consente di trovare un corretto impiego per scarti e rifiuti organici, riducendo l’inquinamento di fiumi e mari e l’immissione di CO2.

L’esperienza ventennale della Cassinazza ha consentito di raggiungere importanti risultati legati alla biodiversità , oltre ad un ripristino ambientale e paesaggistico di enorme valore.All’interno di questo spettacolare territorio rurale della Cassinazza, si inserisce la Cascina Darsena, vero e proprio luogo di svolgimento dell’evento. Cascina Darsena rappresenta uno dei luoghi più ricchi di significati nell’ambito di quello sviluppo rurale che sta consentendo all’Italia di distinguersi in Europa. Esempio di grande innovazione, si apprezza sia per i suoi aspetti strutturali ed architettonici -poggia su fondazione minime, si compone di materiali disaccoppiabili ed è autosufficiente sul piano energetico, sia per quelli legati alla sua funzione -ospita aziende di terziario avanzato, sia per la sua capacità di richiamare le forme delle più classiche cascine lombarde.